Volevo un filetto alla Wellington e ho scoperto Boho Padova: recensione di un pranzo chic

Siamo arrivati a marzo e il corso di doppiaggio a Padova che ho iniziato a frequentare ad ottobre prosegue!
Questo weekend abbiamo avuto come docente Andrea Lavagnino (il doppiatore del professore ne “La Casa di Carta”) e le lezioni sono state davvero stimolanti e divertenti!

Questa domenica poi, al termine del corso, invece di tornare indietro con il treno mi sono fatta raggiungere dal Marito e mentre i bambini si godevano una giornata con i nonni e i cuginetti, noi ci siamo regalati un pranzetto speciale e romantico in un ristorantino che avevo adocchiato da un po’ di tempo: Boho Padova.

L’avevo trovato cercando su google “dove mangiare filetto alla wellington a Padova“, perché guardando i concorrenti di Masterchef che lo preparavano, mi era venuta voglia!
E tra i risultati era uscito questo… che però non propone la ricetta classica con il manzo ma… con lo struzzo!

La cosa mi ha subito incuriosita e guardando il resto del menù (tutti piatti particolari e interessanti) ho capito che poteva fare per me, che quando mangio fuori più che “mangiare tanto” amo sperimentare cose nuove!

In effetti non mi sbagliavo.
A parte l’ambiente, stilosissimo e Bohemien, ogni portata è stata un piacere e una scoperta, sia per l’occhio che per il palato!

Il tavolo in cui ci siamo seduti (foto presa da sito ufficiale)

Abbiamo preso un antipasto, un primo, un secondo e un dolce a scelta… ma poi abbiamo fatto a metà di tutto, così da assaggiare più cose possibili, perchè era davvero difficile scegliere!

Ecco cosa abbiamo preso (il tutto accompagnato da una bottiglia di ribolla gialla che ci stava benissimo):

Antipasti

Victoria & Albert – Cappesante e chips di guanciale, con caviale rosso e zest di lime, su corallo di nero di seppia.

The Cod-Father -Baccalà mantecato su nido di pasta kataifi, radicchio di Treviso marinato e terra di olive

Primi

Vanity Fair – Risotto allo zafferano con polvere di porcini, noci di Macademia tostate e colatura di Asiago Stravecchio.

Moonlight Shadow– Tagliolino al prosecco Grappoli di Luna “La vigna di Sarah” con pesto di pistacchio, crudo di tonno e scorza di arancia.

Secondi

Bohemian Rapsody – Coscia d’oca confit con purea di patata viola, cavolo romano e mostarda di peperoni.

South Africa– Filetto di Struzzo alla Wellington avvolto nel guanciale, con funghi e senape, su crema di castagne

Dolci

Down the Rabbit Hole– Sbriciolata sbagliata, con meringa, crema pasticcera Boho, frolla e frutti di bosco.

White Delight– Semifreddo al cioccolato bianco, purea di cacomela e lime, terra di cacao e gel di melograno.

Che dire… mi dispiace per BipBip 😅…ma il filetto di struzzo alla Wellington valeva da solo il viaggio 😋 (sì ok, lo so che BipBip non è uno struzzo, ma concedetemi la licenza poetica)
Carne morbidissima e super saporito, l’assaggio è obbligatorio!

Il prezzo: meno di quel che mi aspettassi per ciò che abbiamo mangiato, per il servizio e l’ambiente!

Non vedo l’ora di tornarci per provare anche il resto, ma aspetterò l’arrivo di giornate più calde così da provare anche l’esperienza di mangiare in uno dei tavoli nel bellissimo giardino!

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