10 cose che (forse) non sai sul miele



Tempo fa ho visitato la sede di CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori), una delle più importanti cooperative di apicoltori nel mondo, (la più importante in Italia), per scoprire tutto sulla filiera del miele.
Un mondo che nasconde molti più segreti e misteri di quanto si possa immaginare.

Ho imparato talmente tante cose durante questo tour che mi è difficile decidere da che parte iniziare, ma in questo post proverò ad elencare le scoperte che più mi hanno colpita.

Per altri consigli e curiosità, seguite la pagina Facebook https://www.facebook.com/mielizia.conapi/ sempre aggiornata e piena di spunti utili!

L’ALVEARE E’ UN UNICO ANIMALE

Non voglio partire dalla prima cosa che abbiamo fatto, ma da quella che mi ha colpito di più.
L’ape, da sola, non ha alcun senso, è un animale inutile a se stesso. Per questo si può dire che l’ape in sè, non sia “l’animale”, perchè il vero animale è l’alveare nel suo complesso.
L’alveare viene anche definito un “superorganismo”, che funziona secondo dei meccanismi perfetti, come se fosse un unico grande cervello di cui le api rappresentano i neuroni che lo fanno funzionare.
Le api non pensano come singoli individui, ma sono tutte sincronizzate tra loro per portare a termine un solo scopo: la sopravvivenza dell’alveare.
Le api, a parte la regina, sono sterili. Infatti non sono le api in sè a riprodursi, ma l’intero alveare.
Una volta all’anno la regina (l’unica che vive fino a 5 anni, contro i pochi mesi delle operaie) fa nascere una nuova regina. Poi prende parte dello sciame e va via, per fondare con loro un nuovo alveare. In questo modo l’alveare si riproduce.
Inoltre le api mettono in atto dei meccanismi di difesa incredibili, un esempio su tutti: se nell’alveare entra un insetto troppo grosso per essere trasportato fuori, le api dopo averlo ucciso lo mummificano con la propoli, per evitare che questo diventi veicolo di infezioni. In pratica le api si comportano anche da sistema immunitario.
Ci sono molti parallelismi tra il superorganismo alveare e il cervello umano e tutto questo per me ha un fascino estremo.

IL MIELE BIOLOGICO

Il miele è notoriamente composto da un solo ingrediente: il miele.
Questo prodotto non nasce in seguito a delle lavorazioni industriali, ma è prodotto al 100% dalle api, dopo essere andate di fiore in fiore.
Cosa fa dunque la differenza tra un miele normale e un miele bio?
La differenza sta in come l’apicoltore tratta le api e dai terreni circostanti l’alveare.
Acquistando un miele bio, siamo sicuri che le api sono state trattate con cura e rispetto e che i terreni in cui queste vengono lasciate bottinare, non siano trattati con agenti chimici.
Scegliere un miele biologico significa acquistare un prodotto che derica da un allevamento rispettoso dei ritmi di vita delle api e si contribuisce a realizzare un’agricoltura pulita e durevole.

Mielizia, oltre a produrre miele biologico, ha in generale un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente e sta cercando di diffondere il barattolo di miele di carta, interamente riciclabile ed ecosostenibile.
La difficoltà sta nel fatto che la gente tende a preferire il vetro, da cui può vedere il prodotto, ma se si riuscisse a cambiare questa mentalità, sarebbe un grande aiuto per il pianeta.

IL MIELE E LA PIANTA DA CUI DERIVA NON HANNO QUASI NULLA IN COMUNE

Tra le varie cose che abbiamo fatto, c’è stato il momento degustazione.
Ci è stato dato un vassoio con tanti piccoli assaggi di diversi tipi di miele.
Uno alla volta li abbiamo assaggiati, facendo caso prima all’odore, poi alla consistenza e al sapore.
Mi sono quindi resa conto che il sapore del miele, non ha nulla a che vedere con il sapore o l’odore della pianta da cui proviene.
Il miele d’arancio non ricorda minimamente l’agrume e il miele di coriandolo non ricorda in nessun modo la spezia.
Perciò, non fatevi frenare dal nome di un miele solo perchè non vi piace l’aroma della sua pianta e d’altra parte, non rimaneteci male se vi aspettate un sapore e poi ne trovate un altro.

Il miele al cacao ovviamente non è un miele che nasce così naturalmente, ma è prodotto da Mielizia e si troverà presto in commercio. Io l’ho potuto assaggiare in anteprima e vi anticipo che è delizioso!

LA TEMPERATURA CONTA

Il miele, oltre ad essere un ottimo sostituto dello zucchero come dolcificante (è molto più dolce ma allo stesso tempo ha meno calorie!) ha anche molte proprietà terapeutiche.
Tutti sappiamo che un cucchiaino di miele è un toccasana per il mal di gola, ma oltre a quello, il miele ha delle riconosciute proprietà disinfettanti, antibatteriche e cicatrizzanti (se messo su una ferita, questa guarisce prima).
Quello che però è molto importante rispettare perchè queste proprietà non si perdano è la temperatura.
La temperatura massima che si raggiunge all’interno di un alveare è di 40° e questo è il massimo della temperatura che dobbiamo far raggiungere al miele se non vogliamo che perda le sue proprietà terapeutiche.
Perciò, se abbiamo mal di gola, non dobbiamo sciogliere il miele nel latte o nel tè bollenti, ma dobbiamo o mangiarlo così, o scioglierlo in acqua (o altro liquido) a temperatura ambiente.

In caso contrario non è che ci farà male, ma diventerà un semplice dolcificante, senza nessuna proprietà benefica o curativa.

LA DIFFERENZA TRA MIELE DI NETTARE E MIELE DI MELATA 

Altra cosa che ho scoperto durante la degustazione, è stata la differenza tra miele comune e miele di melata (o di bosco).
Il miele comune è quello prodotto dalle api a partire dal nettare. Il miele di melata invece viene sempre prodotto dalle api, ma non dal nettare dei fiori, ma appunto dalla melata, che è una sostanza dolce e zuccherina che si trova sugli alberi e che a sua volta era stata prodotta e lasciata lì da alcuni piccoli insetti che si nutrono della linfa degli alberi.
Perciò il miele di melata è in realtà il prodotto di due diversi insetti e non solo dell’ape.

Se non avete mai assaggiato il miele di bosco, vi consiglio assolutamente di provarlo. E’ buonissimo! La sua consistenza è simile al caramello quindi si presta benissimo a fare da topping e oltretutto è ancora più ricco di sali minerali rispetto al miele normale.

LA PROPOLI

La propoli, oltre ad essere utile alle api all’interno dell’alveare (come per la mummificazione che dicevamo prima) è una sostanza viva e un vero scrigno di proprietà benefiche per l’organismo umano,.
Infatti la propoli è:
– immunostimulante
– battericida e batteriostatica
– combatte infezioni virali
– efficace contro disturbi cutanei
– antisettica, lenitiva, antinfiammatoria
– cicatrizzante
– antidolorifica
– antiallergica

IL POLLINE

Miele, pappa reale, propoli… questi sono i prodotti alimentari apistici più conosciuti, ma ce n’è anche un altro da non trascurare: il polline.
Ho avuto l’occasione di assaggiarlo sia in purezza che all’interno di una ricetta (risotto al polline) e non è niente male!
Oltre al sapore particolare che può rendere uniche alcune ricette, la cosa più interessante sono le sue proprietà.
Il polline infatti rappresenta un’importante fonte di proteine vegetali.
100g di polline contengono 20g di proteine. La stessa quantità contenuta in 100g di carne di bovino.
Oltre a questo, contiene oltre 50 elementi tra cui vitamine, minerali, carboidrati, enzimi, ormoni di crescita e amminoacidi.

Il consiglio è di mangiarne un cucchiaio al giorno, magari mescolato nello yogurt. Oppure sciolto in acqua, tè, succhi di frutta o all’interno delle vostre ricette.

LE API ITALIANE SONO LE MIGLIORI

Non esiste un solo tipo di ape, ma l’ape italiana, detta anche “la bionda” è considerata la migliore del mondo e per questo viene spesso esportata.
Il motivo? E’ la più brava a trovare i fiori e una volta scelta una varietà tenderà ad andare sempre sulla stessa pianta, permettendo quindi di creare dei mieli “monofiore”.
Inoltre è la meno aggressiva… insomma, possiamo vantarci di avere le api più simpatiche del mondo 😉
Un motivo in più per tutelarle!

IMPORTANTI PER AGRICOLTIRA E BIODIVERSITA’

L’apicoltore è un tipo di allevatore unico nel suo genere.
Infatti, al contrario di tutti gli altri allevatori di animali, il suo scopo non è quello di sfruttare o uccidere i suoi animali ma al contrario, di preservarne il più possibile il benessere e rendere un po’ più  facile la loro vita, in modo che riescano a produrre del miele extra.
Le api non vengono sfruttate, nè private del miele di cui hanno bisogno.
Viene dato loro un posto sicuro in cui costruire la loro casa, all’interno della quale c’è sia lo spazio per accumulare le loro scorte che uno spazio extra, e solo quello, una volta riempito, verrà prelevato e utilizzato dall’apicoltore.

In questo modo la vita delle api viene tutelata e tutto questo non è solo un bene per le api, ma per tutti noi.
E’ solo grazie alle api e al loro eccezionale lavoro di impollinazione (il loro corpo pelosetto trattiene il polline e lo trasporta sugli altri fiori), che possiamo avere la maggior parte dei prodotti agricoli che consumiamo, senza contare dei fiori e del verde che ci circonda.
Senza api, il mondo che ci circonda e anche la nostra tavola, sarebbero poveri e tristi.
Per questo sono animali protetti, da salvaguardare in ogni modo.

SE SI VIENE PUNTI DA UN’APE

Quando un’ape ci punge, lascia quasi sempre dentro la nostra pelle il pungiglione (cosa che decreta anche la loro morte).
Dunque, dobbiamo rimuoverlo, ma come?
Innanzitutto mai prenderlo con la punta delle dita! In questo modo causeremmo la spremitura del sacchetto velenifero, facendone entrare di più nel corpo e aumentando il dolore.
Bisogna invece strusciare un materiale rigido (come ad esempio una carta di credito) sulla pelle in modo da farlo uscire senza schiacciarlo.

In realtà di cose da dire ce ne sarebbero molte altre. Vi dico solo che tornata dalla “gita”, appena ho visto marito e figli sono esplosa a parlare e non finivo più di raccontare cose e condividere tutte le curiosità che avevo scoperto.
Ho anche iniziato a leggermi un libro molto interessante e ricco di informazioni chiamato “I miracolosi prodotti dell’alveare” che consiglio a tutti.

Non posso che ringraziare Mielizia e CONAPI per l’irripetibile opportunità di vedere così da vicino un mondo così interessante.
Da oggi sarò ancora più amica e sostenitrice delle api e voglio contagiare il più possibile anche i miei bambini. Inizieremo subito con il piantare dei fiori apprezzati dalle apine (calendula, fiordaliso, facelia, aneto e grano saraceno).

2 comments on 10 cose che (forse) non sai sul miele

  1. mariandmum
    18 Gennaio 2018 at 16:16 (4 anni ago)

    Molto interessante questo post! Stasera suggerirò a mia figlia di leggerlo: lei ha scoperto nell’ultimo mese, ad esempio, dopo che abbiamo avuto tutti in casa una brutta bronchite, un grande amore per il miele. E quando sente qualcuno in casa che tossisce prepara subito una tisana con un cucchiaino di miele di eucalipto. Che cucciola!!

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  1. […] al miele ci fa venire in mente qualcosa di buono, dolce e un rimedio naturale per tanti piccoli malesseri, sostanza ricca di vitamine con naturali proprietà […]

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