Metodo FAFO 👉 Quando il “ti servirà da lezione” diventa un mantra educativo

Ultimamente si sente parlare sempre più spesso dei cosiddetti genitori FAFO: un termine che gira molto sui social e nei gruppi di genitorialità “consapevole”, spesso usato anche con una certa ironia. Alcuni genitori si autodefiniscono così, specificando però che il loro è un approccio “FAFO soft”, ovvero non menefreghista, ma più vicino a una forma di supervisione discreta.
L’acronimo FAFO sta per Fuck Around and Find Out, espressione che indica un approccio educativo in cui si lascia che i figli imparino dai propri errori, anche quando questo significa andare a sbattere contro la realtà. Niente interventi preventivi, poche regole, nessuna “lezione” non richiesta. Si osserva da lontano e si interviene solo in caso di pericolo reale, soprattutto per l’incolumità fisica del bambino.

Come spiega bene anche un articolo di Orizzonte Scuola, non si tratta di un abbandono educativo, ma di un metodo che punta a far crescere l’autonomia decisionale e la capacità di problem-solving nei bambini. I genitori FAFO non sono assenti: semplicemente si trattengono dal risolvere tutto al posto dei figli. Il messaggio di fondo è: “Prova. Se sbagli, imparerai.”
Cosa ne penso io?
Secondo me bisogna alternare i due approcci, più che altro perché penso sia importante far percepire al bambino che noi “ci siamo” e che ci preoccupiamo per lui.
È un modo per farlo sentire protetto. I famosi “no che aiutano a crescere”.
Presente la puntata di Futurama in cui Leela dopo aver conosciuto i suoi genitori, pretende che questi le diano regole e limiti come se fosse una bambina?

Alla fine si scopre che loro le avevano sempre guardato le spalle in silenzio (ancora piango)… ma a lei la mancanza di “disciplina” era mancata!
Insomma, va bene lasciarli liberi di cadere e rialzarsi da soli, di sforzarsi per cercare la soluzione ad un problema o fare i conti con scelte sbagliate… ma senza esagerare con il distacco e la “distanza” da cui osserviamo.
E ogni tanto qualche incursione da “mamma/papà rompi” ci sta! Anche solo per dar loro qualcosa di cui lamentarsi.

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