Se diciamo ad un bambino che corre”adesso cadi” lui cadrà – Come si costruisce la fiducia in se stessi.

Non so se avete notato che spesso, se un bambino corre e noi gli urliamo dietro “guarda che così cadi!!” lui poco dopo effettivamente cadrà.
Noi gli diciamo “adesso ti fai male” e subito dopo lo vediamo correre da noi piangendo.
Il motivo non sono delle nostre doti di preveggenza né che “avevamo ragione”. Semplicemente, trasmettendo al bambino questa nostra convinzione, lui la fa propria e tutto il suo corpo si adatterà per realizzarla.

I bambini sono piccoli esploratori del mondo che hanno il diritto di spingersi oltre i loro limiti per avere la gioia di pronunciare un rumoroso “WOW” di fronte a una nuova scoperta!
Ma per fare questo c’è bisogno di una cosa: avere intorno dei “grandi” che pronuncino con più serenità e semplicità la parola SÌ.

Spesso ci dimentichiamo di metterci dalla parte dei nostri figli e tendiamo a dire troppe volte no alle loro richieste o per frenarli in un’azione.
Questo perchè con la nostra esperienza sappiamo che si possono sporcare, cadere, graffiare o combinare un bel pasticcio, ma dovremmo ricordarci più spesso che loro questa consapevolezza non l’hanno ancora acquisita e non lo faranno mai se continuiamo a stoppare sul nascere i loro tentativi di fare quelle esperienze, pretendendo che siano soddisfatti di vivere attraverso la nostra!

Quel che dobbiamo offrirgli è maggiore fiducia e possibilità di conoscere il mondo.
Soffermatevi ad osservarli e rimarrete stupiti di quanto quel no che stavate per dire, sarebbe stato davvero inutile, perchè nella maggior parte dei casi riusciranno a non farsi male (assicurando sempre la vostra supervisione per sicurezza) e sì, probabilmente a fine giornata saranno molto sporchi, ma mentre i vestiti potranno finire facilmente in lavatrice, la gioia, la fiducia in se stessi e gli insegnamenti di quelle esperienze dirette, rimarranno per sempre!

Inoltre si ricorderanno di come gli avete dato fiducia, di quanto avete creduto nelle loro capacità e di come ogni giorno gli avete fatto toccare con mano le esperienze della vita che li faranno crescere come adulti consapevoli, fiduciosi di se stessi e delle loro capacità e soprattutto interessati alla scoperta e alla conoscenza di cose nuove.

Provate a contare fino a 10 prima di pronunciare quel semplice NO e chiedetevi se davvero è necessario o se potreste assecondare vostro figlio, mettendovi al suo fianco per osservarlo e lasciarlo fare.

E lo stesso vale per le mille raccomandazioni e “freni” alle loro iniziative (stai attento, vai piano, ti aiuto, è difficile, faccio prima io…)

E’ giusto che salga fin in cima ad uno scivolo se sente di poterci riuscire, che faccia le capriole sulla sabbia, che gridi forte di gioia anche se siete tra la gente, che corra dietro a una farfalla anche se mette i piedi nelle pozzanghere e che pianga se si sente o annoiato.
Non reprimiamo i sentimenti che prova e diamo importanza ad ogni stato d’animo, non pretendiamo che i bambini siano sempre composti e felici.
Le emozioni le devono provare tutte per poterle distinguere.

Coinvolgete i vostri figli in questa scelta e provate a fare questo gioco utile per entrambi.

Un modo divertente per farlo è quello di creare Il barattolo dei sì, di cui ho già parlato in questo post.

Ma non serve per forza costruire un barattolo fisico per pescare di tanto in tanto un “sì”, dal nostro barattolo immaginario!

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