Bambini e animali domestici: 5 cose da sapere per convivere sicuri

Partiamo con un dato: il 50% delle famiglie italiane possiede almeno un cane o un gatto.
Una percentuale molto alta che ci fa capire come gli animali domestici siano ormai parte integrante delle nostre vite, dei veri e propri membri della famiglia a cui non intendiamo rinunciare.

Io stessa, prima di diventare mamma di Daniel e Alyssa, lo sono stata di tanti pelosi, tra cui il “cane Kiro” che è ancora felicemente con noi dopo quasi 11 anni e che dopo aver visto nascere i miei bambini, resta sempre super viziato e coccolato 😉

I benefici che un animale porta ad un bambino sono tantissimi, infatti la presenza di un pet:

– diminuisce il rischio che il bambino sviluppi allergie
– rende i bambini più predisposti, in generale, a rapportarsi con il diverso
– aiuta a sviluppare empatia e capacità di comunicazione
– responsabilizza il bambino
– aumenta il senso di condivisione
– è una compagnia, un amico su cui poter sempre contare
– è uno stimolo ad uscire, fare attività fisica, giocare senza schermi

Ma tutte queste cose bellissime, devono andare di pari passo all’informazione e alla prevenzione.
Perchè un cane o un gatto non sono giocattoli, ma degli esseri viventi che vanno salvaguardati per il loro benessere… che poi è anche il nostro!

Ho partecipato all’incontro “Il vet lo sa“, dove Marco Melosi, veterinario di Firenze con 35 anni di esperienza, si è messo a disposizione per chiarirci alcuni dei dubbi più frequenti e buttar giù qualche luogo comune.

Ecco cos’ho imparato

1) CANI E BAMBINI? SI’ MA RISPETTANDO LA REGOLA N°1

I bambini e i cani sono un’accoppiata fantastica, ma non vanno mai lasciati da soli nella stessa stanza, anche se ci fidiamo del cane.
I cani non sono cattivi, ma agiscono in base all’istinto e possono vedere i bambini  come “competitor” perchè sono alla loro stessa altezza.
Per questo c’è il rischio che un atteggiamento del bambino possa far scattare una reazione inaspettata del cane che in quel momento lo vede come “competitor”, soprattutto nel periodo in cui i bimbi gattonano.
Con la nostra supervisione invece, lasciamoli giocare liberamente insieme, insegnando pian piano ai bambini, il modo giusto per interagire con il loro amico a 4 zampe in sicurezza.

Io ho un pincher e nonostante non abbia mai morso nessuno in 10 anni, quando i bambini ci giocano insieme, un occhio lo butto sempre e se vedo che lo stanno infastidendo, intervengo sempre prima che possa venire in mente a lui di farsi rispettare.
Non lo farebbe mai… ma non si sa mai!

2) LA DIFFERENZA TRA CANI PERICOLOSI E CANI AGGRESSIVI

Ad un certo punto, è uscita fuori la domanda del secolo “esistono cani pericolosi?” e la risposta del veterinario è stata… sì.
No, aspettate prima andarvene al grido di “no Maria, io esco”…il veterinario ci ha anche spiegato che c’è differenza tra cane pericoloso e cane aggressivo.
Dal punto di vista tecnico, è considerato “cane pericoloso” quel cane che, nel caso in cui ti morda, rischia di farti davvero del male.
Ma un cane pericoloso, non è detto che sia aggressivo.
Ad esempio il pastore tedesco è una delle razze meno aggressive che ci sono, noti per essere ottimi compagni per l’uomo, eppure questo cane è al secondo posto nella classifica dei cani più pericolosi (più del Pittbull, che è al 10° posto), perchè in caso di morso, può fare danni molto seri.
Esistono poi i cani che per indole sono più aggressivi di altri (l’educazione conta, ma anche la genetica). Statisticamente si è visto che il cane che il cane più aggressivo è il bassotto. Ma il bassotto, sebbene sia il cane di cui siano stati documentati più morsi verso l’uomo… non è considerato pericoloso, perchè l’attacco di un bassotto, essendo un cane di piccola taglia, non fa grossi danni ed è facile tenerlo a bada.

3) PROTEZIONE SULL’ANIMALE = PROTEZIONE SULL’UOMO

Per quanto diciamo di amare i nostri animali, troppo spesso tendiamo a trascurarli, portandoli dal veterinario solo quando li vediamo star male, con il rischio di intervenire quando ormai è troppo tardi.
L’ideale sarebbe portare i nostri amici pelosi a fare un check up ogni anno, oltre alle vaccinazioni necessarie.
Controllare regolarmente il pelo dei cani dopo il giretto per evitare che portino in casa zecche e applicare/somministrare in modo regolare gli antiparassitari necessari.

Per quanto riguarda gli antiparassitari, diffidate dai “tutto in uno”, sono spesso meno efficaci. Inoltre, mentre per pulci, zecche e acari bisogna essere coperti tutto l’anno, alcuni parassiti sono presenti solo in determinate stagioni e la prevenzione va fatta nel periodo giusto per assicurare la corretta copertura.

Un’altra importante considerazione da tenere presente è che noi non siamo in
grado di stabilire quali antiparassitari siano corretti per il nostro pet, è quindi
fondamentale chiedere sempre al veterinario cosa usare e quando…insomma il vet
deve farci un vero e proprio protocollo personalizzato!

Perché è così importante farlo? Perchè vogliamo bene ai nostri animali ovviamente… ma anche per proteggere noi stessi! Alcune malattie, parassiti e funghi infatti possono essere trasmessi all’uomo ed alcuni sono anche molto pericolosi, come le zecche.

Per questo proteggere i nostri animali domestici equivale a proteggere noi e i nostri bambini.

4) UN’ATTENZIONE IN PIÙ’ PER IL GATTO

I gatti vengono portati dal veterinario molto meno spesso dei cani. Perché?
Il motivo non è che si ammalano meno spesso e nemmeno che ai loro padroni importi meno di loro.
Il motivo è che il cane, è un animale più attivo. Ogni giorno lo portiamo a fare una passeggiata e se è più debole del solito ce ne accorgiamo subito. Il gatto invece, è un animale più sedentario, che anche quando sta bene passa la maggior parte della giornata a poltrire sul divano, perciò potremmo non accorgerci subito che sta poco bene.
Ecco perchè è importante portarlo ogni anno a farlo un controllo, soprattutto per quanto riguarda i reni, punto debole del gatto.

4) LA RABBIA NON ESISTE IN ITALIA

Le vaccinazioni sono importantissime per l’uomo quanto per gli animali, per questo bisogna essere in regola con vaccinazioni e richiami.
C’è però un vaccino che a volte viene proposto, ma è bene sapere che non è quasi mai necessario: quello per la rabbia, perchè è una malattia che non esiste più, nemmeno negli animali selvatici!
E’ da fare invece se si va all’estero perchè in alcuni paesi è obbligatorio averlo fatto.

5) IL GATTO DOMESTICO NON AUMENTA IL RISCHIO DI CONTRARRE LA TOXO

Riporto quanto avevo già anticipato con un post su Facebook, ovvero il fatto che il gatto di casa non rappresenta per la donna incinta un pericolo in più di contrarre la toxoplasmosi, infatti le possibilità che un gatto domestico possa trasmettere la toxo all’uomo sono praticamente pari a zero.
Ecco cosa dovrebbe succedere perchè un gatto contagi l’uomo:

1) Il gatto deve essere un gatto libero di entrare e uscire di casa, cacciare e nutrirsi di animali selvatici. I gatti di appartamento hanno zero rischio di ammalarsi.
2) Il gatto dovrebbe ammalarsi proprio in quel preciso periodo e non essere mai stato malato prima (visto che dopo aver contratto la toxo una volta, dopo 15 giorni si diventa immuni…e vale sia per gli umani che per i gatti).
3) Il gatto deve fare la cacca nella lettiera
4) Le feci del gatto devono rimanere nella lettiera per giorni e giorni, perché gli oocitsti del toxoplasma hanno bisogno di diversi giorni per potersi sviluppare
5) Dopo che queste feci sono rimaste lì per giorni, la donna incinta dovrebbe mangiarle. O comunque toccarle con le mani e poi portarsele alla bocca.

Ora, mettiamo pure che si abbia la sfiga che il gatto prenda la toxo proprio in quei 9 mesi e che nemmeno la donna sia immune… ma ditemi quale padrone lascia la lettiera del gatto sporca per giorni e poi si mette in bocca le mani sporche di cacca?

E’ stato ormai scientificamente dimostrato che la presenza del gatto in casa non rappresenta un aumento del rischio di contrarre la toxoplasmosi.
Molto ma molto più facile è invece prenderla da verdure crude non lavate perfettamente, o da carne cruda.
E’ a quello che bisogna stare attenti. E anche a non mettere in bocca le mani dopo aver toccato la terra al parco o in giardino.

*L’evento “Il vet lo sa” si è tenuto grazie al contributo non condizionante di MSD Animal Health*

 

Share Button

1 comment on Bambini e animali domestici: 5 cose da sapere per convivere sicuri

  1. Sara
    5 ottobre 2017 at 12:56 (3 settimane ago)

    Che teneri i tuoi pelosetti! Adoro gli animali e ne ho avuti parecchi. Pero’ son d’accordo sul fatto che bisogna stare molto attenti e non lasciare mai da soli i bambini in loro compagnia… Buona giornata!
    https://chicchedimamma.com/

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comment *