Insegnare la buona alimentazione ai bambini grazie alla scienza

Ormai è appurato che le abitudini alimentari influiscano in modo significativo sulla nostra salute. Per questo è importante avere cura della propria alimentazione, cambiando, se necessario, le proprie abitudini quotidiane.
Questo diventa un po’ più difficile se si parla dei bambini che, sa sa, sono spesso piuttosto restii ai cambiamenti e, soprattutto quando si tratta di cibo, fanno fatica ad abbandonare abitudini consolidate.

Quindi, cosa possiamo fare per fare in modo che i nostri bambini seguano una corretta alimentazione?
Innanzitutto, adottando fin dallo svezzamento, uno stile alimentare sano e bilanciato. Proponendo il più spesso possibile quei cibi che i bambini spesso fanno fatica ad accettare, come verdure e fibre integrali. In questo modo i bambini abitueranno da subito il palato a determinati sapori e consistenze e non ci sarà nessun bisogno di fargliele piacere in seguito.

Ma se questo ormai non è stato fatto (alzo la mano e chino la testa) non si può fare proprio niente per cambiare le abitudini alimentari dei bambini senza forzarli?
Insomma, si può riuscire a convincere un bambino a mangiare qualcosa con la sola motivazione che “gli fa bene”?

Io credo di sì, e tutto sta nel fare in modo che il bambino capisca davvero l’importanza di certi alimenti e il modo in cui influenzano il funzionamento del nostro organismo.

Sì ok, ma come? So per esperienza che spiegare a parole, quasi sempre non basta. Ma ogni bambino ha dentro di sè lo spirito dello scienziato e se lasciato libero di scoprire e capire, arriverà da solo alla conclusione e a quel punto è molto probabile che deciderà di fare la cosa giusta, perchè non è stato qualcun altro ad imporgliela, ma perchè lui sa che è la cosa migliore per lui.

Al Museo della Scienza e della Tacnologia Leonardo Da Vinci di Milano, c’è uno spazio interamente predisposto ai laboratori dedicati al cibo, in cui i bambini possono toccare con mano, analizzare e sperimentare con gli alimenti, scoprendone tutti i segreti.
A disposizione, tutti gli strumenti di un vero scienziato: microscopi, provette, bilance e reagenti… e poi esperti pronti a spiegare e coinvolgere tutti in modo attivo e divertente.

Io ho avuto modo di partecipare proprio ad uno di questi laboratori, organizzato da Yakult e alla fermentazione, e ho visto con i miei occhi l’interesse dei bambini verso l’argomento e ai suoi effetti nel nostro corpo.
In cattedra, la nutrizionista Antonella Losa, che ha saputo coinvolgere i bambini alternando spiegazione teorica a esperimenti e piccolo quiz.

A dire il vero, anch’io ne sapevo davvero poco. Quando ci hanno chiesto di elencare i cibi fermentati che conoscevamo, a me ne sono venuti in mente 5, pensando tra l’altro che oltre a quelli non è che potessero essercene tanti di più. Per non parlare poi di quando ci hanno chiesto di riconoscere i cibi fermentati contenuti nelle provette solo dall’odore. Ne ho beccato solo 1 su 6!


E invece i cibi fermentati consumati nel mondo sono tantissimi! Ed è un processo che viene fatto fin dall’antichità. Inizialmente solo con lo scopo di aumentare il tempo di conservazione degli alimenti, ma in seguito anche perchè si è scoperto che l’azione di determinati microrganismi che si sviluppavano proprio grazie alla fermentazione, avevano un effetto benefico sul corpo umano.

Si sa infatti che alcuni batteri sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro intestino (flora batterica) e che alcuni alimenti ne contengono più di altri.
Quello che abbiamo imparato durante il laboratorio, però, è che anche se in un alimento sono inizialmente presenti questi batteri, non è detto che questi arrivino vivi (e quindi utili) fino al nostro intestino.
Un esempio lampante è lo yogurt, ricco di fermenti lattici che ci fanno bene… ma non a livello intestinale! Infatti dei “batteri buoni” contenuti nello yogurt, quasi nessuno arriva vivo fino all’intestino.

Questa è la differenza sostanziale con i probiotici, che invece sono formulati appositamente per contenere dei batteri resistenti al passaggio gastrico e capaci di giungere sani e salvi fino al nostro intestino, andando a formare la flora batterica essenziale per un “ecosistema intestinale” sano funzionante.

Yakult, uno dei probiotici più famosi al mondo, in commercio ormai da oltre ottantanni, fu sviluppato da un medico microbiologo giapponese (Minoru Shirota) che negli anni ’30 riuscì a selezionare il Lactobacillus casei Shirota (battezzato così in suo onore), capace proprio di arrivare vivo fino all’intestino.
La filosofia del Dr Shirota si basava sulla convinzione che  “un intestino sano porta ad una vita più lunga e più sana”.

Tesi su cui ormai nessuno ha più dei dubbi tanto che Yakult è stato insignito dal Ministero della Salute giapponese della certificazione FOSHU (Food for Specified Health Uses), riservato agli alimenti intesi al mantenimento o alla promozione di un buono stato di salute.

COME ASSUMERE I PROBIOTICI IN MODO CORRETTO

Non è vero che i probiotici vanno per forza bevuti la mattina a stomaco vuoto. Quando e come vengono presi non fa nessuna differenza. Ciò che è davvero importante invece è la regolarità.
Prendere tre probiotici in un giorno e poi basta non serve assolutamente a niente.
Per fare in modo che la colonia diventi stabile, servono almeno 15 giorni di assunzione continuativa (1 al giorno) dopodichè bisognerà continuare in modo regolare per mantenerla.
Saltare un giorno, quando la flora è già ben insediata, non comporta nessuna conseguenza, ma dobbiamo ricordarci che all’interno dell’intestivo avvengono dei ricambi ciclici, perciò l’ideale sarebbe farla diventare un’abitudine quotidiana.

E’ stato bellissimo vedere i bambini così interessati ad un argomento così particolare! E alla fine della giornata si vedeva che le informazioni erano rimaste impresse e che avevano capito tutto ciò di cui si era parlato ed io credo che il binomio scienza/alimentazione sia la strada vincente per convincere i bambini ad inserire delle abitudini alimentari più sane nella loro vita.
Se siete di Milano e dintorni quindi, tenete d’occhio il programma del Museo della Scienza e non fatevi scappare occasioni come questa!

In collaborazione con Yakult

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