Il cuore selvaggio di mio figlio, che non voglio mettere in gabbia

In quanto genitori, lavoriamo tanto sui confini, sulle regole, sulle giuste direzioni che i nostri figli debbano seguire.
Ma più che le cose che insegniamo, sono quelle che impariamo da loro.
Mi basta osservare lo spirito dei miei bambini: avventurosi, creativi, ostinati, curiosi e anche un po’ selvaggi.

Qualità che spesso ci troviamo a frenare perché inopportune o per paura del giudizio della gente.
Insomma, un bambino selvaggio che non rispetta le regole non va mica bene, no?
Io dico… dipende!

LA MENTE SELVAGGIA

Daniel è un po’ così. Ha una mente brillante, è curioso, intuitivo.
Però quando si parla di rispettare delle regole o mettersi seduto con qualcuno davanti che gli dice cosa deve fare e come lo deve fare… la cosa gli richiede un enorme sforzo.
Insomma, è un animaletto selvaggio, non tanto a livello fisico, ma mentale!

Non puoi metterlo in una gabbia, ma nemmeno su un binario.
Lui non segue quasi mai il percorso consigliato, eppure arriva sempre a destinazione.
Io spesso mi ci scontro per questo, perché non è mica possibile lasciargli sempre fare tutto a modo suo e con i suoi (soprattutto a scuola!), e ci parlo e lo sgrido e gli faccio mille raccomandazioni… perché sono una mamma e sento che se non sono anche un po’ rompiscatole il mio lavoro non lo sto facendo bene. 😛

Ma d’altra parte questa sua resistenza alle imposizioni non posso fare a meno di ammirarla. E vorrei che non la perdesse mai, almeno non del tutto.
Voglio un figlio educato, gentile, buono d’animo.
Non voglio un soldatino che accetta le regole senza mai metterle in discussione, uno che segue lo schema senza mai provare a fare qualcosa di diverso.
Ma come si fa a coltivare il lato selvaggio dei bambini, senza creare dei piccoli mostriciattoli fuori controllo?

Me lo sono chiesta spesso e non so se ho trovato la risposta, ma quello che sto provando a fare è di imporre le regole quando strettamente necessario, mentre per il resto lasciarli liberi di sperimentare a modo loro.
Vi assicuro che non è facile, perché la tentazione di intervenire è tanta, ma poi faccio un passo indietro e mi metto ad osservare.

E cosa vedo?
Vedo un bambino felice, che ama giocare, imparare e condividere.

Un bambino con tanta fame di scoperte. Ecco, scoperte. Non lezioni.
Lui le cose vuole scoprirle da solo, perché la soddisfazione è proprio questa.
Questo mi piace un sacco, perché chi ha dentro di sé la voglia di scoprire non smette mai di imparare.

IL LIBRO SOTTO IL CUSCINO

Ora vi racconto una curiosità 🙂
La mattina quando vado a sistemare il letto di Daniel, alzo il cuscino e sotto ci trovo sempre un libro. Libro che la sera prima non c’era.
Dice che la notte si sveglia e si mette a leggere un po’, poi torna a dormire.

Lo fa da solo, silenziosamente, tant’è che io non mi sono mai accorta di nulla e non l’ho mai “colto sul fatto”.

Gli ho detto “ma Daniel, la notte devi dormire, ma soprattutto non ti dà fastidio dormire con i libri sotto il cuscino?? (a volte ci trovo dei tomi belli grossi!)
Io so che lo fa perché gli piace leggere, ma sono sicura che il motivo reale sia che adora gustarsi quel momento di ribellione. Sapere che è piena notte, che tutti noi dormiamo e che anche lui dovrebbe e invece è lì, sveglio, che fa quello che vuole! Non si mette a giocare perché sa che farebbe rumore e ci sveglierebbe, mentre i libri sono silenziosi e può leggerseli a letto.
Ma il bello è che è una lettura “illegale”, selvaggia 😀

Ho pubblicato la videorecensione dei Lions&Co di DeAgostini, una nuova collezione che si trova in edicola, perciò in casa eravamo sommersi di animaletti gommosi e fascicoli sugli animali.

Quando sono tornati da scuola glieli ho fatti trovare tutti sul tavolo e ci si sono fiondati!
Io sono per lo più rimasta ad osservarli per vedere in che modo ci avrebbero giocato.
Naturalmente la prima cosa che hanno fatto è stata mettersi a piegarli e allungarli 🙂
Che è anche la prima cosa che avevo fatto io appena ho aperto la prima bustina.

Poi si sono messi ad inventare storie e a vedere questi animali che litigavano e si azzannavano a vicenda, lo ammetto, ad un certo punto ho avuto la tentazione di dire ai bambini “ma perché devono sempre picchiarsi? non possono fare amicizia tra loro e giocare in modo pacifico?” Ma poi mi sono morsa la lingua, innanzitutto perché ricordo i giochi che inventavo io da piccola ed erano ben peggiori e poi perché è proprio a questo che serve il gioco!

Grazie al gioco e all’immedesimazione nei giocattoli i bambini possono sperimentare e sfogare tutte quelle emozioni e azioni che nella vita reale non sono permesse, compresa la violenza.
Ma quello che i bambini fanno fare e dire ai giocattoli, non è ciò che i bambini sono o vorrebbero fare nella vita reale.

Dopo un po’ comunque hanno smesso da soli di fare combattimenti e sono passati alle scenette buffe e anche beh… diciamo romantiche 😀



Era uno spettacolo starli a guardare e ascoltare!

Quando ho detto loro che alcuni di quegli animali cambiano colore al sole si sono precipitati fuori dal balcone a provare. 😀
Solo che a quel punto mi hanno chiesto “mamma, ma come fanno a cambiare colore?” e io non ne avevo assolutamente idea! Eeehh… è l’altra faccia della medaglia della voglia di sapere!
Ma il bello è che mi sono messa subito a fare una ricerca e ora lo so 🙂

Finito il momento gioco, ci siamo messi tutti insieme a leggere il magazine e ogni volta che si parlava di un animale, si affrettavano a prendere il pupazzetto corrispondente per esaminarlo mentre ne leggevamo caratteristiche e curiosità. Ma sulla rivista non si parla solo dei 16 esemplari della collezione, ma anche di animali acquatici e insetti.

Poi Daniel ha continuato a leggerselo da solo, mettendosi anche a risolvere i giochi all’interno.
Io guardavo e pensavo: ma perché quando gli dico di fare i compiti sbuffa, mentre questi giochi che sono anche più difficili li fa con piacere senza che nessuno gli abbia chiesto niente?
Ma la risposta è sempre quella: i compiti glieli hanno imposti, gli enigmi sul giornalino no! E io dovrei saperlo meglio di tutti, visto che per me è sempre stato lo stesso.

Sarebbe bello trovare un modo per fargli vedere anche i compiti come una scelta, ma devo ancora capire come.
Se avete suggerimenti, sono tutta orecchie 😀 come l’elefante in primo piano!

LIONS&CO

Nel frattempo però vi consiglio questa collezione a tema animali. In ogni bustina c’è un animale e il magazine 🙂
Gli animali sono morbidi e allungabili, ma non appiccicosi e anatomicamente corretti (sì, ci tengo a questi dettagli!)
Inoltre, cosa fondamentale per giocare bene, stanno in piedi da soli!

Chiedete in edicola “Lions&Co di DeAgostini”

In collaborazione con DeAgostini

 

 

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1 comment on Il cuore selvaggio di mio figlio, che non voglio mettere in gabbia

  1. anne kathryn
    21 giugno 2017 at 18:55 (2 mesi ago)

    Bellissimo articolo! Sono d’accordo che il gioco libero e fondamentale per lo sviluppo cognitivo e sociale. Molto più importante che i compiti (ed io sono insegnante della scuola primaria!) 🙂

    Rispondi

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