Lettera e storia di una babysitter

Oggi pubblico una lettera che mi è arrivata via mail da parte di Emanuela, una lettrice-babysitter che mi ha chiesto di pubblicare la sua storia.
Lo faccio volentieri e a prescindere da ciò che ognuno possa pensare leggendola, credo sia un ottimo spunto per riflettere sul fatto che a volte la tata diventa una figura molto importante per i bambini, e una separazione improvvisa può causare sofferenza e senso di abbandono da entrambe le parti.

lettera-di-una-babysitter

Ciao Silvia, sono una tua “fan” ti seguo da tanti anni, o almeno da quando sono diventata una zia. Ho letto di recente questo post: http://www.cosedamamme.it/2016/12/13/10-caratteristiche-che-i-bambini-cercano-in-una-babysitter/

“Volevo parlarti di questa cosa. Hai avuto la forza di farmi commuovere, è vero che è divertente come fai sempre ma… chi più di una baby sitter può commentare?
Magari non ti importa nulla, o forse si ma io ho un nodo dentro e questa storia la vorrei proprio raccontare a tutte le mamme. Magari tu puoi aiutarmi…

Nel 2012 ho saputo che sarei diventata zia e sinceramente la gioia è inspiegabile, avrei potuto volare in quel momento. Dato che il mio nipotino sarebbe dovuto nascere in un posto a 1500km da noi familiari (quindi solo con la sua mamma e il suo papà) ho deciso di lasciare tutta la mia vita in pausa per loro. Sono andata via da tutto e da tutti per raggiungerli e vedere il mio nipotino nascere. Una scelta ardua, 6 mesi di gravidanza e 4 mesi con il pulcino appena nato… praticamente era una gravidanza condivisa con mia sorella… Lei piangeva, io piangevo, lei ingrassava ed io ingrassavo con lei per farle compagnia durante gli spuntini, fa ridere letto così ma vi giuro che lei ha preso 16kg in gravidanza ed io 15kg a starle accanto!
Detto questo, nel momento in cui ho conosciuto il mio nipotino la mia vita è cambiata e dormivo anche in piedi con mia sorella per farlo dormire bene e non fargli venire il reflusso gastrico di cui soffriva tantissimo. L’amore adesso lo vedo ovunque e poi all’improvviso un’idea… Perché non fare la baby sitter? Ci sarà qualcuno che ha bisogno no? Detto fatto. Ho trovato una mamma che aveva bisogno per la sua piccola che chiameremo Elsa, dato che frozen va di brutto e lei ama profondamente!

La piccola Elsa mi viene lasciata all’età di 7/8 mesi dalle 6:00 del mattino alle 20:00 di sera eh si… Avete letto bene, periodo difficile di lavoro per loro! Io sottopagata ovviamente, ma io non pensavo a me in quel momento. Pensavo a lei… La piccola Elsa mi sembrava così……. SOLA!!! Abbandonata a se stessa. Ed io dovevo stare con lei, essere la sua tata. Così comprai dei libri sui neonati, leggevo su internet per qualsiasi dubbio o anche sui giochini da fare durante la giornata seguente. Ha funzionato tutto, ovviamente:
non voleva mai dormire, pannolini, febbre per i vaccini, dentini che spuntano, di conseguenza cacca acida, morsi, capelli distrutti, fine della mia vita per gli orari, prime pappe, svezzamento, prime parole, primi passi…  Insomma io non sono madre ma è come se lo fossi già stata, quindi le mamme sanno…
Di notte ero me stessa, e di giorno la tata/mamma. Ho cercato di crescerla nel migliore dei modi mentre i genitori erano completamente assenti dalla vita vera per via del lavoro, ogni momento bello vissuto con Elsa mi è rimasto impresso nella mente, e se ci penso piango di gioia e di tristezza… Dopo aver affrontato 4 anni insieme, complici e felici non la vedo più… Perché? Perché a me gli spicciolini non bastavano più per vivere, ho dovuto cercare altro volendo vedere ogni tanto Elsa. Mi hanno detto: “SISI , NON C’È PROBLEMA”
E invece niente…… Il silenzio!
Nonostante la piccola stesse più tempo con me che con la madre io non mi sono MAI sostituita a lei. Anzi, facevo in modo che la sua mamma era a lavorare per salvare il mondo perché era un’eroina! Anche se la realtà non era così, non ho mai superato la soglia: Mamma e tata…

Eppure non è stato apprezzato! Le ho insegnato a camminare e ho pianto ai primi passi, quando mi ha chiamata Tata per la prima volta, i suoi sorrisi, il suo essere donna già a 2 anni nel scegliere l’outfit giusto, guardare i cartoni animati insieme, truccarci, giocare. Ma crescendo parlava e capiva, e ovviamente nei modi di fare somigliava a me! Tanto che in giro ci dicevano sempre: “Ma siete identiche tu e la tua bimba!” – “No signora sono la tata.”
Un giorno mi ha guardata e mi ha detto: “Tata io ti voglio bene, tu vuoi essere la mia zia? Io vorrei una sorellina!” Mi ha fatta sciogliere come il burro al sole! Anzi, come Olaf senza la sua nuvoletta personale! Poi l’asilo… Il primo giorno d’asilo che sono andata a prenderla per me è stato bellissimo, quando mi ha vista da lontano e mi è corsa contro abbracciandomi forte gridando a tutti: “È lei la mia tata!

Per me è stato un boom di emozioni che mi hanno fatta crescere dentro e stringere il cuore. Non sono laureata in pedagogia, e ho tenuto tanti altri bimbi iscrivendomi proprio nel sito che indichi tu nel link. Ma una cosa ve la devo dire, anche se lavorate non dimenticatevi che niente è più importante dei vostri figli! Nessuno vi amerà mai così tanto! E quando vi chiedono: “Papà vuoi vedere questo disegno che ho fatto oggi?”
Non ditegli: “Dopo.” Non rimandate queste piccole cose, per noi sembrano sciocchezze ma non lo sono, perché per loro sono TUTTO! Amateli finché potete perché prima o poi crescono! E se dovete assumere una baby sitter, cercate qualcuno che sia in grado di amare i vostri figli senza sostituirsi a voi! Che li faccia giocare, ridere, scherzare e divertirsi sempre!
Io alla mia piccola Elsa non la vedo da 1 anno e la madre mi è venuta a fare lo scherzetto di salutarmi sul mio posto di lavoro per dirmi che la bambina stava provando con una nuova baby sitter e non la voleva! Me lo ha detto giusto così per spezzarmi il cuore, non mi hanno mai invitata al suo compleanno nonostante passassi con lei tutte le giornate a tutte le ore! Dovevo mandarle i regali durante le feste perché non mi volevano! Quindi se assumerete una baby sitter, consideratela più come se fosse una sorella o una parente molto stretta dei vostri figli. Perché i vostri figli lo faranno e soffriranno nel vedere la differenza che farete voi!
Per capire bene il concetto vi consiglio di vedere il film: Diario di una Tata con Scarlett Johanson!

Scusatemi per la lunghezza del tutto ma non posso accorciare tutti questi anni più di tanto.
In caso un domani la piccola Elsa legga il messaggio, ciao Carota!”

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2 comments on Lettera e storia di una babysitter

  1. Laura
    9 gennaio 2017 at 19:51 (4 mesi ago)

    E’ una storia molto commovente. Tanta ammirazione per questa tata che ha saputo crescere Elsa come avrebbe fatto un genitore…perché poi è questo che ci auguriamo quando affidiamo un figlio a qualcuno no? A quanto pare non tutti. Per qualcuno sembra essere troppo.

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  1. […] bambino, un articolo che è piaciuto molto ed ha anche portato una lettrice a voler condividere la sua storia come babysitter. Questo mi ha confermato l’idea che la figura della babysitter, quella giusta naturalmente, […]

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