Bphone: il cellulare per bambini dai 3 anni in su

Il bPhone è un cellulare pensato appositamente per i bambini, dai 3 anni in sù. Permette di chiamare 3 numeri in memoria + le emergenze e inoltre può essere localizzato tramite gps con il cellulare del genitore.

 

bphone scatola

 

Il giorno in cui mi è arrivato a casa questo prodotto, ho postato l’immagine della scatola su facebook con scritto “non vedo l’ora di provarlo”.
Sapevo benissimo che quello che stavo facendo equivaleva al lancio di una bomba, e infatti i commenti non si sono fatti attendere a lungo.
In poco tempo sotto la foto è nata un’accesa discussione, tra scettici, dubbiosi, fiduciosi e semplici curiosi.

E’ normale, secondo me, che la prima reazione di fronte ad un prodotto che si presenta come cellulare per bambini sia quella di storcere un po’ la bocca… ma prima di giudicare qualcosa, bisogna conoscerla, per questo dopo averlo personalmente provato, vi voglio parlare di cos’è davvero questo bPhone U-10, cosa può fare, cosa non può fare e perché personalmente lo considero un dispositivo veramente utile e anche educativo.

Cosa fa

Come ho anticipato all’inizio, il bPhone può fare poche, semplici e fondamentali cose.

– Chiamare i 3 numeri memorizzati sui tasti con i simboli
– Chiamare il 112 per le emergenze
– Ricevere chiamate
– Essere localizzato tramite segnale GPS (solo dai numeri autorizzati)
– Inviare la propria posizione GPS in caso di emergenza (solo ai numeri in memoria)
– Essere appeso al collo tramite un apposito laccetto

Come vedete, non ha niente di particolarmente interessante dal punto di vista del bambino. Non è come per gli smartphone dei genitori, pieni di app e giochini, che i bimbi vorrebbero tenere sempre in mano e con i quali spesso finiscono per alienarsi.
Il bPhone è un vero dispositivo di sicurezza. Utile, ma non divertente, e una volta che il bambino si è tolto la curiosità di provare a telefonare a mamma e papà non avrà altri motivi per tenerlo in mano o per usarlo quando non serve.
Al contrario degli smartphone, non c’è rischio dipendenza o di overdose precoce di tecnologia 😉

bphone 03

Si configura tutto tramite sms (nel manuale allegato è tutto spiegato molto chiaramente) e anche per localizzarlo basta mandare un sms dal proprio smartphone con scritto TROVA per ricevere, sempre via sms, un link per visualizzare la posizione esatta sulla mappa.

Quando è utile usarlo

Allora, premetto che non sono una persona ansiosa…però vi dico la verità…se esistesse un gps da poter infilare sotto pelle ai miei bambini un pensierino ce lo farei 😛
A parte gli scherzi (mica tanto) la paura di perdersi il proprio bambino penso sia tra le più diffuse tra i genitori… e non è che sia tanto infondata. Soprattutto in posti affollati o dispersivi non è raro perdere di vista un bambino, e il fatto che nella maggioranza dei casi poi lo si ritrova non ci risparmia certo quei minuti di terrore e i 20 anni di vita persi che non torneranno mai più 😛

Personalmente quando ero piccola mi è capitato 3 volte di far prendere un colpo a mia madre.

1) La prima volta avrò avuto 6 anni, ero al mare e mi ero appena “fidanzata” per la prima volta. Chiedo a mia cugina di 10 anni più grande cos’è che fanno di solito i fidanzati e lei “beh parlano, si baciano, fanno una passeggiata lungo mare…” E indovinate cosa pensa allora la mia testolina? “passeggiata lungo mare sia!” così mano nella mano del mio fidanzato 6enne mi incammino lungo la spiaggia, senza dire niente a nessuno. Camminiamo, camminiamo…passando davanti a tutti gli stabilimenti e le spiagge, finchè non arriviamo in un punto in cui non c’è niente e a quel punto (era passata quasi un’ora) decidiamo di tornare indietro.
Facciamo quindi tutto il lungo percorso al contrario, belli tranquilli… Man mano che ci avvicinavamo al nostro stabilimento vediamo una certa confusione. Elicotteri in cielo, barche in mare, gente agitata, polizia… “chissà cos’è successo” pensiamo.
Arrivati alla nostra spiaggia un uomo prendendomi per un braccio mi fa “siete voi i bambini scomparsi???” e io “…no!” (non pensavo di essere “scomparsa”) ma lui “sì sì sono loro!! li ho trovati!”.
Sinceramente lì per lì mi fu difficile capire perché mia madre fosse così arrabbiata e mezza morta… ora che sono mamma mi chiedo come abbia fatto a sopravvivere allo spavento e a non uccidermi.

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2) Il bello è che mica ho imparato tanto la lezione infatti dopo qualche tempo (un annetto forse?) è successa una cosa simile. Ero sotto casa a giocare con i miei cuginetti e ci serviva dell’acqua. Mia zia ci dice di andarla a prendere ad una fontanella (ce n’era una a pochi passi) e noi ci avviamo…lei ci seguiva da dietro. Arrivati alla fontanella però la troviamo chiusa così senza pensarci troppo continuiamo a camminare per arrivare ad un’altra fontana…mia zia però che era qualche passo dietro di noi, non si accorge della nostra deviazione e quindi ad un certo punto non ci vede più.
Noi intanto andiamo fino al parco, prendiamo l’acqua e torniamo indietro come se nulla fosse… intanto però il colpo lo avevamo fatto prendere!

3) A 12 anni sono rimasta bloccata sulle piste da sci insieme a due coetanei, finita la lezione con il maestro aspettavamo i genitori al campo base…loro però pensavano che saremmo scesi insieme al gruppo della scuola sci perciò ad un certo punto gli impianti di risalita chiudono e noi 3 ragazzini ci troviamo lì da soli, bloccati in cima alla montagna, in un posto in cui non parlavano la nostra lingua, senza cellulare (ce l’avevo ma non lo portavo sulle piste per paura di rovinarlo visto che avevo speso diverse paghette per comprarmelo) e senza soldi. Anche in quel caso è finita bene, dopo tanto freddo, diverse cadute sulla neve, e una discesa fino al paese da soli passando per i boschi, al buio.

Ecco, questo per dirvi che sono cose che succedono e possono succedere a tutti. Ai bambini svegli e ai genitori attenti. Un momento di distrazione, una valutazione ingenua del bambino, una circostanza imprevedibile…
Essendoci passata so che il rischio che succeda qualcosa del genere è reale, per questo mi sono sempre impegnata perché i miei bimbi capiscano quanto sia importante non allontanarsi, non seguire persone sconosciute, restare a giocare nel mio campo visivo… ma non è facile e comunque non posso essere sicura che lo facciano. Per questo cerco di non perderli mai di vista, ma anche questa è una cosa che quando si ha più di un bambino inizia ad essere complicata…soprattutto se hanno anche una differenza di età che li porta ad essere attratti da cose diverse e quindi ad andare in posti diversi e se siamo in uno spazio grande non so mai dove guardare…se tengo d’occhio uno magari perdo di vista l’altro, insomma è facile dire “non bisogna mai perderli di vista” ma all’atto pratico non lo è, e io di bambini ne ho solo 2! Penso a chi ne ha 3, 4 o più…

Ma non serve mica tenerli SEMPRE sott’occhio, direte voi. E infatti se andiamo in posti davvero sicuri, ad esempio in un parco giochi piccolo e in cui posso facilmente controllare l’uscita li lascio liberi di andare in giro e so che se anche per qualche minuto non li vedo, sono sempre lì e al sicuro.

Ma ci sono posti in cui soprattutto quando si hanno più bambini a cui badare, il rischio di perderli aumenta: parchi divertimento (gardaland, disneyland, ecc), fiere affollate, mercato, boschi, campeggio.
Oppure ad un certo punto il bambino raggiunge semplicemente un’età in cui gli può essere permesso stare fuori casa da solo, farsi un giro in bicicletta nei dintorni (alcune realtà ancora lo permettono).

Ecco, in occasioni come queste penso che un cellulare come il bPhone sia il dispositivo ideale. Perché permette al bambino di stare tranquillo (in qualunque momento può mettersi in contatto con i genitori) e allo stesso tempo è una sicurezza in più per i genitori che, in caso di emergenza, possono sia contattare telefonicamente il bambino che rintracciarlo tramite segnale GPS visualizzando sulla mappa la posizione esatta in cui si trova.

Ma può essere utile anche in casa. E anche in questo caso è un’esperienza personale che mi ci ha fatto pensare: qualche mese fa, dopo aver messo Alyssa nel suo lettino, sono svenuta. Sentendo che stava per succedere ho subito chiamato mio marito che mi ha aiutata. Ma era un caso che lui ci fosse… il 90% del tempo io sono sola in casa con i bambini. Se mi sentissi male, cosa succederebbe?
Il mio telefono tento di tenerlo sempre fuori dalla loro portata, quindi anche se Daniel (4 anni) fosse in grado di scorrere la rubrica e trovare il nome giusto da chiamare (difficile visto che non sa ancora leggere) probabilmente non potrebbe farlo perché non saprebbe dove trovare il mio telefono!
Il bPhone invece lo tengo sempre alla sua portata (tanto come dicevo, non è un oggetto che normalmente vanno a cercare per giocarci) e gli ho spiegato che se la mamma dovesse stare male/farsi male, o comunque se si accorge che qualcosa non va…deve prenderlo e usarlo per chiamare papà o il numero dell’emergenza.

Un mio amico separato quando ha visto la foto e ha letto la descrizione, ha detto che l’avrebbe preso alla sua bimba di 5 anni, per poterla sentire ogni volta che vuole. Effettivamente credo possa essere una buona idea anche per creare un filo diretto e immediato tra figlio e genitore lontano, che potrebbero sentirsi in qualsiasi momento senza passare per degli intermediari.

Com’è fatto

Vi faccio vedere anche un po’ com’è fatto.
Le dimensioni sono molto piccole ed è leggero. Perfetto per le mani di un bambino e per occupare il minimo ingombro in tasca, in uno zainetto o per essere portato al collo con l’apposito laccetto.

bphone01

Si inserisce all’interno una normale sim adatta a telefoni GSM

cellulare per bambini bphone sim

E’ dotato di una batteria al litio, e si ricarica tramite una presa usb anche dal pc e la durata della batteria è di circa 2 settimane! (Lo schermo è di tipo oled quindi consuma veramente poco)

cellulare per bambini batteria litio

 

Considerazioni finali

Insomma, gli usi possono essere molti e dipendono un po’ da qual è il nostro stile di vita, le nostre esigenze, il tipo di attività che svolgiamo, i posti in cui andiamo e anche dal nostro carattere.
Sicuramente ci sono contesti in cui dare un cellulare (anche uno semplice come questo) ad un bambino è superfluo e anche sconsigliato (tipo a scuola, a meno che non facciano la strada da soli), ma altri in cui può rivelarsi fondamentale.
L’importante è valutare sempre caso per caso e usarlo, come tutte le cose, con cervello, ricordandoci che il suo scopo è quello di avere una sicurezza in più, non quello di sostituire i nostri insegnamenti e la nostra supervisione.
E’ come la cintura di sicurezza…ti offre protezione, ma non ti autorizza a guidare come un idiota.
Inoltre bisogna cercare di non farlo diventare una scusa per ipercontrollare i figli, magari visualizzando la loro posizione gps quando vanno in bagno per essere sicuri che non siano scappati dalla finestra 😛

bphone02

Sito ufficiale: http://www.mybphone.com/it/ita/

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9 comments on Bphone: il cellulare per bambini dai 3 anni in su

  1. Lia Santarcangelo
    20 aprile 2015 at 18:35 (2 anni ago)

    Silvia come sempre quoto in positivo la tua recensione… e sono d'accordo con te! A prescindere dal fatto che sia un'amante oltre che dipendente della tecnologia credo che b-phone sia davvero utile, a mio parere puo' essere anche un modo x rendere il bambino piu' responsabile. Avevo gia' in mente di comprare un cellulare a mia figlia non appena sarebbe andata all'asilo, ma ora che ho visto qst di certo nn me lo lascero' scapapre 😉

    Rispondi
  2. Lia Santarcangelo
    20 aprile 2015 at 18:35 (2 anni ago)

    Silvia come sempre quoto in positivo la tua recensione… e sono d'accordo con te! A prescindere dal fatto che sia un'amante oltre che dipendente della tecnologia credo che b-phone sia davvero utile, a mio parere puo' essere anche un modo x rendere il bambino piu' responsabile. Avevo gia' in mente di comprare un cellulare a mia figlia non appena sarebbe andata all'asilo, ma ora che ho visto qst di certo nn me lo lascero' scapapre 😉

    Rispondi
  3. Mariangela Ianuario
    20 aprile 2015 at 22:12 (2 anni ago)

    la mia curiosità iniziale è stata ampiamente ripagata dalla tua esauriente recensione, mi chiedo però, per quanto sia un ogetto piccolo, non sarà ingombrante per un piccolo che corre e gioca a destra e a manca? potrebbe facilmente lasciarlo da qualche parte e localizzeresti una posizione che non è poi la sua reale, nella peggiorissimissimissima issimissima ipotesi un malintenzionato potrebbe toglierlo dal collo, prendergli lo zainetto… ma mi piace come idea, non escludo che possa prenderlo in considerazione, dove lo trovo? eh come sempre grazie.

    Rispondi
  4. Mariangela Ianuario
    20 aprile 2015 at 22:12 (2 anni ago)

    la mia curiosità iniziale è stata ampiamente ripagata dalla tua esauriente recensione, mi chiedo però, per quanto sia un ogetto piccolo, non sarà ingombrante per un piccolo che corre e gioca a destra e a manca? potrebbe facilmente lasciarlo da qualche parte e localizzeresti una posizione che non è poi la sua reale, nella peggiorissimissimissima issimissima ipotesi un malintenzionato potrebbe toglierlo dal collo, prendergli lo zainetto… ma mi piace come idea, non escludo che possa prenderlo in considerazione, dove lo trovo? eh come sempre grazie.

    Rispondi
  5. Silvia Lonardo
    21 aprile 2015 at 7:30 (2 anni ago)

    Io non penso proprio che glielo darò in occasioni in cui dovrà scatenarsi, altrimenti ci penserò…d'inverno può stare nel giubbino ad esempio, o in una tasca con la zip dei pantaloni. Ma ripeto, non glielo darò per portarlo a scorrazzare al parco sotto casa, ma in occasioni in cui penso possa esserci il rischio concreto di perderlo e in quel caso gli dico anche di starci attento.
    Certo, non è una guardia del corpo… nel caso di un malintenzionato che glielo toglie non puoi farci niente, ma è molto più probabile che il bambino si perda allontanandosi da solo piuttosto che qualcuno lo rapisca…e allora secondo me meglio che abbia il modo di chiamare i genitori piuttosto che chiedere aiuto al primo sconosciuto che incontra

    Rispondi
  6. Silvia Lonardo
    21 aprile 2015 at 7:30 (2 anni ago)

    Io non penso proprio che glielo darò in occasioni in cui dovrà scatenarsi, altrimenti ci penserò…d'inverno può stare nel giubbino ad esempio, o in una tasca con la zip dei pantaloni. Ma ripeto, non glielo darò per portarlo a scorrazzare al parco sotto casa, ma in occasioni in cui penso possa esserci il rischio concreto di perderlo e in quel caso gli dico anche di starci attento.
    Certo, non è una guardia del corpo… nel caso di un malintenzionato che glielo toglie non puoi farci niente, ma è molto più probabile che il bambino si perda allontanandosi da solo piuttosto che qualcuno lo rapisca…e allora secondo me meglio che abbia il modo di chiamare i genitori piuttosto che chiedere aiuto al primo sconosciuto che incontra

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  7. Silvia Lonardo
    21 aprile 2015 at 7:31 (2 anni ago)

    Sono contenta che la mia esperienza ti sia stata utile! Poi fammi sapere come ti trovi!

    Rispondi
  8. Silvia Lonardo
    21 aprile 2015 at 7:31 (2 anni ago)

    Sono contenta che la mia esperienza ti sia stata utile! Poi fammi sapere come ti trovi!

    Rispondi
  9. Mamma Style
    30 aprile 2015 at 20:11 (2 anni ago)

    Beh, è carino, non ne avevo mai sentito parlare, ma le sue funzioni sembrano piuttosto interessanti! grazie per la recensione!
    E speriamo davvero che non sia uno stimolo all’uso smodato della tecnologia anche nei più piccini.. 🙁

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